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ArcelorMittal (Ex Ilva), come scegliere tra lavoro e salute


Daniela Reho; "ormai le terze generazioni nascono con gravi problemi di salute".

Secondo i dati forniti dall'azienda sono occupate più di 10.700 persone di cui 8.200 lavorano nello stabilimento. In realtà alcuni sono stati messi in cassa integrazione, a questi bisogna aggiungere 3.100 lavoratori rimasti in capo all’amministrazione straordinaria che dovrebbero essere assorbiti entro il 2023. Poi si stima che tra città e provincia altre 3500 persone sono impiegate nell’indotto. In totale, secondo le diverse stime, nelle attività legate all’ex Ilva sarebbero coinvolti dai 17mila agli oltre 20mila occupati. Lo stabilimento nasce circa 50 anni fà nel bel mezzo della città di Taranto, si lavorano tonnellate di ferro con il metodo "a caldo", un sistema che non sarà mai compatibile con la vita umana. Gli studi e le ricerche in ambito sanitario, hanno chiarito che nella città di Taranto ci si ammala e si muore sempre più velocemente, soprattutto di malattie legate agli inquinamenti ambientali, che diventano specifici fattori di rischio. Non sempre è possibile conciliare salute e lavoro specialmente a Taranto non è possibile. O si decide di continuare a produrre e si mettono in conto altre vite umane perse o si decide di cambiare approccio, percorrendo la strada della conversione ad altra produzione. Questa è la triste realtà di una città che deve cambiare il suo destino, il governo alzare la testa e affrontare il problema. Intanto la nostra società pensa ai 49 milioni...



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