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Bilancio della giunta Pisapia

April 12, 2015

Tempo di bilanci. Non solo per il Comune che, in quanto ente locale, ha ottenuto una proroga al bilancio di previsione e per la quale stiamo iniziando solo ora il lavoro nelle commissioni consiliari. È tempo di bilanci anche per la giunta Pisapia arrivata a metà mandato. Due anni e mezzo trascorsi all’insegna del paradigma amministrativo del “tassa e spendi” in cui il fisco locale ha conosciuto il raddoppio delle entrate tributarie: prima dell’insediamento di Pisapia i milanesi versavano nelle casse comunali 631 milioni di euro, il consuntivo 2012 segna 1 miliardo e 285 milioni.

E in tempi di vacche magre per le finanze pubbliche, dove i tagli statali ai trasferimenti hanno sottratto a Milano circa 300 milioni dal 2010, la sinistra meneghina nel solo ultimo rendiconto votato in aula ha segnato un aumento della spesa di 253 milioni di euro. Un fatto che lo scorso 2 agosto ha fatto accertare alla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti «un costante squilibrio di parte corrente registrato nell’ultimo triennio» cui occorre mettere riparo. Si è passati infatti dai 2 miliardi e 252 milioni spesi nel 2010 ai 2 miliardi e 505 milioni nel 2012: un aumento del 10 per cento in due anni.

Del resto, già con l’addio di Tabacci e la nomina del nuovo assessore al Bilancio Francesca Balzani si era scoperto che Milano si trovava di fronte ad uno sbilanciamento delle uscite rispetto alle entrate di 437 milioni. Un allarme rilanciato il 9 giugno sul Corriere della Sera dall’assessore al Commercio D’Alfonso, che parlava di bilancio «fuori controllo» e ripetuto poche settimane dopo dalla stessa Balzani secondo cui ci sono «molti milioni di euro (sono più di 80, ndr) che vengono assegnati ogni anno senza verificare come vengano spesi e se chi li riceve ha i requisiti richiesti».

Ma alle spese allegre si affiancano anche precise scelte politiche fatte dal sindaco in questi anni. Ci sono le iniziative ecologiche che hanno esclusivi intenti pedagogici rivolti ai cittadini (ogni Domenicaaspasso costa mediamente 250 mila euro). E poi c’è da ricordare la scelta di ben 3 vicedirettori generali, individuati da una società esterna che ha vinto un apposito bando per gestire la ricezione di 800 curriculum e 80 colloqui. Così come è da annoverare l’esplosione della spesa di personale ex articolo 90 (addetti assunti a tempo determinato e senza una selezione concorsuale), che ha raggiunto il totale di oltre 1 milione di euro.

 


 

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