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No alle moschee

January 12, 2015

Dopo il terribile attentato alla redazione di Charlie Hebdo a Parigi costato la vita a 12 innocenti lavoratori a cui è seguito il blitz della polizia e la drammatica morte di 4 ostaggi, l’Italia si interroga sui rapporti da tenere col mondo musulmano. In questo momento bisogna rendersi conto che il buonismo non porta da nessuna parte, bisogna comprendere che esiste una frangia di islamici che combatte una guerra santa contro l’Occidente, una guerra lenta che dura da anni e che metodicamente ci sconvolge coi suoi attentati dalle torri gemelle, alle stazioni di Londra e Madrid fino ai fatti di Parigi.

 

Il fatto che l’Italia non abbia subito sulla propria pelle il dramma di spagnoli, inglesi e francesi non deve farci illudere che la guerra sia lontana, anzi deve farci stare ancora più attenti. Da tempo a Milano si parla della costruzione della nuova moschea, in Italia è ovviamente concessa la libertà di culto e nessuno vuole vietare la preghiera ai musulmani, ma fino a prova contraria sono gli italiani a fare le leggi ed è dovere di tutti rispettarle. Per questo l’invito che il centrodestra ha inviato al sindaco Pisapia di non affrettare i tempi è più che mai legittimo. Sappiamo benissimo che esiste un Islam moderato che si dissocia dalla violenza, un maggior controllo e legalità sarà utile anche a loro. Prima di regalare moschee bisogna sapere esattamente chi andrà a usufruirne, i fratelli Kouachi responsabili delle stragi a Parigi erano conosciuti dalla polizia ma non sono stati fermati in tempo, non commettiamo anche noi lo stesso errore in nome del buonismo.

 

 

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